Riconosciamo ai docenti il ruolo di regia educativa in ambito scolastico, attribuiamo loro il valore fondamentale di un ruolo adulto in un ambito di apprendimento attraversato da tutti gli adolescenti.
Considerata la difficoltà contemporanea nell’assumersi questo ruolo nonché la complessità delle sfide educative che ogni giorno i protagonisti della scuola devono affrontare, la nostra offerta di collaborazione si concretizza in:
Attività di formazione degli insegnanti sulle pratiche pedagogiche e comunicative del ruolo docente.
L’ ipotesi di base dell’intervento si fonda sul concetto di "dominio di azione del docente": essodefinisce l’area di pertinenza del ruolo all’interno del progetto didattico-educativo di insegnamento della materia o disciplina curricolare: quali competenze deve avere, di quali azioni è responsabile e viceversa. Da questo punto di osservazione il docente dovrebbe guidare le proprie azioni nella risoluzione delle varie problematiche dei singoli e del gruppo classe, trattando i problemi e gli episodi di trasgressione come una interferenza sul processo di apprendimento del quale è co-responsabile insieme agli studenti. Per poter agire nel proprio dominio il docente deve conoscere e saper usare alcune strategie di comunicazione efficace (skill) e alcune strategie pedagogiche. Il metodo proposto utilizza due modelli principali: il metodo dei codici affettivi (normativo e affettivo) e il metodo dell’assertività (aggressivo, passivo, assertivo) e entrambi riadattati in chiave pedagogica.
Attività di formazione dei docenti sugli stili di apprendimento e le tecniche di insegnamento attivo.
L’ ipotesi sottostante è che non tutti gli studenti apprendono nello stesso modo e che ognuno di noi privilegia uno stile differente (Kolb ci propone un modello basato su 4 stili differenti e complementari). Se ciò è vero la scuola, attraverso l’insegnamento frontale tradizionale (watching) ed i compiti a casa (thinking) raggiunge il 50% degli stili di apprendimento presenti in una classe. L’ apprendimento attivo non intende sostituire la lezione frontale, ma integra l’insegnamento tradizionale aggiungendo 2 fasi metodologiche nello sviluppo delle unità didattiche del programma ministeriale: la fase di lavoro in piccoli gruppi (doing) e la fase di riflessione plenaria ex post dell’esperienza sia in termini di processo che di esiti (feeling o auto-orientamento).
Per poter essere promosse e sviluppate negli studenti, le skills of life e le competenze trasversali richiedono l’assunzione di un requisito vincolante: l’ utilizzo di una metodologia attiva e centrata sul soggetto studente che permetta gli permetta di sapere, saper fare e sapere di saper fare.
Il metodo proposto integra alcuni fondamenti del Cooperative Learning con l’esperienza italiana della Didattica Laboratoriale ed auto orientativa.I docenti di un Consiglio di Classe o di parte di esso saranno formati su tale metodologia e progetteranno e realizzeranno un lavoro interdisciplinare collegato al piano di studi.