Transessualismo, lavoro e buone prassi.
Questa è la pagina dedicata alla terza edizione di "Transessualismo: buone prassi nei luoghi di lavoro" e "Transessualismo e lavoro" opuscoli pubblicati da Ala Milano Onlus nel gennaio 2011 in collaborazione con CGIL nell’ambito del Progetto Via del campo finanziato dalla Fondazione Cariplo.

 

 

Lo sapevi che?

...il transessualismo non è una condizione clandestina
in Italia infatti la legge 164/82 regola il percorso di transizione sessuale dal sesso anagrafico a quello scelto.

…è bene rivolgersi ad una persona transessuale utilizzando il genere da lei scelto
ad esempio se una persona di sesso maschile inizia il transito verso il sesso femminile (transessuale MtoF) si dirà una transessuale quindi non un transessuale, come spesso vediamo erroneamente scritto sui giornali, e ci si rivolgerà a lei parlandole al femminile.

…in genere si utilizza la definizione transessuale per indicare persone che arrivano ad intervenire chirurgicamente sui genitali con il cambio definitivo di sesso, mentre si utilizza transgender per chi non arriva a completare il passaggio al genere scelto con la riattribuzione chirurgica del sesso (R.C.S.)

 

Transessualismo: buone prassi nei luoghi di lavoro.
Terza edizione, gennaio 2011.
Si tratta di un piccolo manuale pensato per datori di lavoro che non hanno mai avuto collaboratori/trici transessuali e potrebbero trovare utile avere informazioni prive di stereotipi e pregiudizi in merito in modo da  stabilire relazioni di lavoro produttive e rispettose delle peculiarità di tali dipendenti.

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Transessualismo e lavoro.
Terza edizione, gennaio 2011.
L' opuscolo mira a far luce sull’ aspetto dei diritti della persona transessuale nel mondo del lavoro e a dare indicazioni su positive modalità di inserimento in tale ambito.

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